Storia

  Le origini del cioccolato   Il cioccolato in Europa
  Storia o leggenda?   Dal XVII secolo in poi
  Cristoforo Colombo e H.Cortés


Il cioccolato in Europa

Il cioccolato si diffuse prima in Spagna ma in Italia, e precisamente in Toscana si cominciarono  ad aggiungere alcuni particolari ingredienti: le scorze fresche di cedrata e limoncello, aromi di gelsomino, cannella, vaniglia, ambra e muschio. Le dosi, insieme a molte ricette a base di cioccolato, furono gelosamente custodite dal geniale principe Cosimo de Medici nella cassaforte della Fonderia di Palazzo Pitti. Nel 1615, grazie al matrimonio celebrato tra la principessa di Spagna, Anna d’Austria (figlia di Filippo III), e Luigi XIII di Francia, il cioccolato giunse in terra francese. Si narra, infatti, che la principessa spagnola avesse portato con sé l’attrezzatura per preparare il cioccolato e che lasciava usare soltanto alla sua damigella preferita di corte. 

Diluito con il latte, e non più con l’acqua, la bevanda al cioccolato prese il nome di “cioccolatte”, divenendo, di lì a poco, la bevanda più gradita nell’ambiente di corte, tanto da distinguersi per il vero e proprio cerimoniale che ne caratterizzava la preparazione: il Cardinale Mazarine, ad esempio, faceva sempre preparare la prelibata bevanda da un cameriere moro.

In Germania, il cioccolato arriva probabilmente verso il 1646, grazie ad uno studioso di Norimberga, che ne era rimasto deliziato durante il suo soggiorno napoletano. I tedeschi lo adottano di buon grado, ma il governo tassò il prodotto in modo tale che ben pochi potessero permetterselo.
Qualche anno più tardi, nel 1657, anche gli inglesi scoprono il cioccolato.

A Londra le bevande al cacao venivano vendute in locali pubblici specializzati: i  “chocolate-drinking houses” .

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